Marco Gentili per il Comune di Tarquinia

24/03/15 Corriere di Viterbo

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24
mar 2015
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26^ Convocazione Consiglio

 

Siete invitati a partecipare alla seduta del Consiglio Comunale che si terrà presso la sala consiliare del Comune di Tarquinia – Piazza G. Matteotti n. 6 – in data 19/03/15 alle ore 16 per discutere e deliberare sul seguente:

ORDINE DEL GIORNO

  1. Biomonitoraggio delle culture agricole nel Comune di Tarquinia;
  2. Mozione firmata da cinque consiglieri avente per oggetto “accordo per l’attuazione del piano di monitoraggio agricoltura di Tarquinia – richiesta di partecipazione al tavolo tecnico;
  3. Acquisizione dei beni immobili dello stato oggetto di domanda a titolo non oneroso ai sensi dell’atr. 56 bis del d.l. 21/06/2013 n.69 convertito in legge, con modificazioni, dalla l. 09/08/2013 n. 98 (federalismo demaniale). Ex aeroporto “Amerigo Sostegni”;
  4. Mercato capoluogo – soppressione e spostamento posteggi;
  5. PICCIONI NAZZARENO – Approvazione Piano Utilizzazione Aziendale in Località Acquetta;
  6. Proposta presentata dal consigliere Marco Gentili, avente per oggetto Istituzione del registro delle dichiarazioni delle volontà anticipate di trattamenti sanitari (testamento biologico): esame.

             Per una completa disamina al punto 1) dell’ordine del giorno, avente per oggetto “Biomonitoraggio delle culture agricole nel Comune di Tarquinia” si ritiene necessaria la partecipazione anche di tutti i componenti del Comitato Tecnico, costituto nel rispetto delle previsi contenute nell’accordo per l’attuazione del Piano Monitoraggio Agricoltura di Tarquinia, nonché del Presidente del Consorzio per la gestione dell’Osservatore Ambientale.

             A tal fine agli stessi viene trasmessa questa nota di convocazione del Consiglio Comunale, con invito a presenziare alla riunione per il tempo necessario per l’esame del suddetto argomento.

15
mar 2015
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19/03/15 Discorso per l’istituzione del registro sul testamento biologico

COMUNE DI TARQUINIA


19 marzo 2015
Discorso per l’istituzione del registro sul testamento biologico
del Consigliere comunale PD, Marco Gentili.


Illustrissimo Signor Sindaco,

Egregi Consiglieri,

Gentilissimo pubblico,

Dopo la lettura e la supervisione congiunta del testo della delibera, già visionata precedentemente, e vicini ora al momento della votazione che auspico unanime se pur con qualche revisione degli uffici, mi appresto a esprimere alcune parole conclusive che vanno a sommarsi alle altre delle riunioni precedenti.

Il testamento biologico, visto dall’ottica del cittadino, è una dichiarazione di rispetto dei diritti e della libertà; visto dal mondo politico, avvitato su se stesso, funge da arma da scagliare contro l’avversario o gli avversari di partito oppure come uno strumento che spesso viene usato per assecondare solo la dimensione ecclesiastica. Credo proprio che vada evitata questa dualità; credo fermamente che la politica non debba sostituirsi alla rappresentanza religiosa ma incentivare il libero confronto della vita democratica in un contatto senza discriminazioni. Inoltre in democrazia deve, ma sappiamo che non è sempre così, prevalere il rispetto dell’orientamento espresso dalla maggioranza e secondo i recenti dati Eurispes (dal 1982 Istituto di Ricerca degli Italiani), il testamento biologico registra un aumento di consensi oltre dieci punti percentuali: dal 65,8% del 2012 al 77,3% del 2013. Dati davvero notevoli se si considera anche che l’informazione televisiva sulle tematiche del fine vita nel corso degli ultimi anni è stata ridotta al minimo. Inoltre, se si esclude un minimo di dibattito seguito alla morte del Cardinale Martini, che da cattolico ha fatto la scelta di rifiutare qualsiasi accanimento terapeutico sul suo corpo, il confronto sul tema nei dibattiti pubblici è stato quasi nullo. Quello che voglio dire e condivido con voi è che ancora una volta gli italiani si dimostrano nelle loro opinioni più avanti non solo di chi li governa, ma anche di chi li informa.

Ultima battuta e poi lascio lo spazio ad altri. Ricordo quanto lessi qualche anno fa nel libro scritto da Ignazio Marino “Nelle tue mani. Medicina, fede, etica e diritti” che ebbi tra l’altro l’onore di presentare qui a Tarquinia nel mese di marzo 2010, nel quale venivano riportati i dati pubblicati dall’Ispo sul Corriere della Sera, e da lui riportati nel testo, che informavano del fatto che tre italiani su quattro già auspicavano allora la possibilità di richiedere liberamente, nel testamento biologico, l’interruzione delle cure qualora si fossero trovati in una situazione di coma irreversibile. Questa opinione risultava più diffusa tra chi si dichiarava laico, ma coinvolgeva il 55 per cento – vale a dire la maggioranza assoluta – di chi si professava credente e frequentava regolarmente le funzioni religiose. Anche sull’aspetto più spinoso del dibattito, ovvero la possibilità di interrompere la nutrizione e l’idratazione artificiali, ricordo bene che il 68 per cento degli italiani auspicava di poter decidere liberamente in merito, appunto attraverso il testamento biologico.

Detto questo, ciò che, va imprescindibilmente ribadito è la libertà per tutti i cittadini, religiosi o meno, di dichiarare la volontà di rimanere in vita fino alla fine, fin quando le macchine possono fare la loro parte, oppure di scegliere un’altra strada, fatta di rifiuto dell’accanimento terapeutico, il tutto seguendo un iter legislativo regolare. Ecco perché nel settembre del 2013 come associazione Coscioni, di cui sono attualmente Co-Presidente, abbiamo presentato in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell’eutanasia e il pieno riconoscimento del testamento biologico, sottoscritta da quasi 100 mila italiani e sponsorizzata con un video da più di 70 testimonial.

Capisco che il tema dell’eutanasia non sia oggi compreso all’ordine del giorno, ma voglio comunque spiegarvi cosa si intende con questo termine tanto temuto. ”Quando parliamo di eutanasia non ci riferiamo agli stati vegetativi, ma a persone ancora coscienti e maggiorenni, affette da una malattia produttiva di gravi sofferenze, inguaribile o con prognosi infausta inferiore ai 18 mesi. Non solo: secondo la previsione contenuta nella proposta di legge di cui prima vi ho detto, la richiesta deve provenire dal paziente, deve essere attuale e inequivocabilmente accertata; il paziente non si deve trovare in stato, neppure temporaneo, di incapacità di intendere e di volere; i parenti entro il secondo grado e il coniuge con il consenso del paziente devono essere stati informati della richiesta e devono aver avuto modo di colloquiare con lo stesso; il paziente deve essere stato congruamente ed adeguatamente informato delle sue condizioni e di tutte le possibili alternative terapeutiche e prevedibili sviluppi clinici quindi deve aver discusso di ciò con il medico.

Quindi quando criticate o vi spaventate dietro lo spauracchio, appunto, della parola eutanasia, sarebbe meglio prima considerare la realtà dei fatti. Mi permetto di dirvi quanto segue proprio perché a due anni dal deposito della nostra proposta di legge (ripeto) di iniziativa popolare, in concomitanza con la nostra assise, come Associazione Luca Coscioni e l’associazione A buon diritto,  da stamani a Roma si tiene un convegno sul fine vita che, dopo l’apertura istituzionale di Laura Boldrini,  fra i molti interventi che si sono alternati erano previsti Ivan Scalfarotto, Roberto Fico, Stefania Prestigiacomo, Emma Bonino, Mina Welby, Lorenzo D’Avack, Umberto Veronesi e Vladimiro Zagrebelsky.

Ecco che, scusandomi con tutti loro per la mia assenza, questo mio discorso vuole essere in maniera assoluta un inno alla libertà e al principio di autodeterminazione. Termino con una frase del democristiano Aldo Moro, estratta dal suo intervento all’VIII Congresso della Democrazia Cristiana nel 1962: “L’autonomia è la nostra assunzione di responsabilità, è il nostro correre da soli il nostro rischio, è il nostro modo personale di rendere un servizio e di dare, se è possibile, una testimonianza ai valori cristiani nella vita sociale.

Ancora grazie,
Marco Gentili

15
mar 2015
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05/03/15 Corriere di Viterbo

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05
mar 2015
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