Marco Gentili per il Comune di Tarquinia

46^ Convocazione Consiglio

Siete invitati a partecipare alla seduta del Consiglio Comunale che si terrà presso la sala consiliare del Comune di Tarquinia – Piazza G. Matteotti n. 6 – in data 03/06/17 alle ore 8,30 ed in seconda convocazione il giorno 05/06/17 (lunedì) alle ore 8,30. La riunione, nel rispetto delle norme contenute nel Decreto Legislativo n. 267 del 18.08.2000, nel vigente Statuto comunale e nel Regolamento del Consiglio, è convocata in seduta straordinaria per la discussione dell’argomento di seguito specificato, inserito all’ordine del giorno:

ORDINE DEL GIORNO

  1. Approvazione del rendiconto della gestione dell’esercizio finanziario 2016 ai sensi del D. lgs. 118/2011 e s.m.i.

 

30
mag 2017
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12/11/16 Discorso per borse di studio agli studenti meritevoli

COMUNE DI TARQUINIA


23 Dicembre 2016
Discorso per la premiazione allo studio
del Consigliere comunale PD, Marco Gentili


Cari studenti e gentili genitori,

innanzitutto vi porgo i miei più sinceri auguri di buone feste. Pur in tempi di continui tagli alla scuola pubblica, il vostro e nostro Comune  fin dal 2010 continua ad elargire queste piccole ma significative borse di studio del valore di 500 euro agli studenti più in gamba dell’anno accademico appena concluso. La meritocrazia e la sana competizione sono due fattori che devono caratterizzare il percorso di formazione di voi studenti affinchè quanto appreso e vissuto nell’iter scolastico possa esservi da guida nel percorso successivo, quello che poi immetterà alcuni di voi nel mondo della formazione accademica ed altri ancora direttamente nel mondo lavorativo.

Il premio, simbolo di merito, che ogni anno ci vede qui riuniti ha sempre rappresentato il coronamento di un traguardo ed è uno stimolo a continuare a credere nelle proprie potenzialità e nelle proprie competenze. Di certo la società in cui viviamo, troppo spesso ha dimostrato di non riconoscere il valore di allievi e giovani leve. Quante volte sentiamo la testimonianza di giovani ricercatori che lasciano l’Italia in cerca di maggiori e migliori opportunità e quante volte rileviamo che il talento italiano è meglio speso all’estero piuttosto che in patria. Non so chi dei presenti abbia letto l’ultimo Rapporto della Fondazione Migrantes, rapporto Italiani nel mondo 2015. I dati pubblicati attestano che sono 107.529 i connazionali espatriati nel 2015. Rispetto all’anno precedente a iscriversi all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) sono state 6.232 persone in più, per un incremento del 6,2%. A lasciare l’Italia sono stati in particolare i giovani tra i 18 e i 34 anni (precisamente 39.410 giovani). Giovani come voi. Ciò dovrebbe richiamare maggiormente l’attenzione del mondo politico ed economico, a tutti i livelli.

VIDEO: Italia addio, boom di giovani all’estero

Altro aspetto che tengo a sottolineare è questo: l’istituzione scolastica, a tutti i livelli, deve essere oltre che una palestra di vita, una scuola di pensiero e formazione critica, scevra da dogmi o imposizioni. Non c’è libertà senza sapere critico. Imparate a studiare per diventare cittadini liberi e consapevoli, capaci di esprimere cioè opinioni contrarie seppur nel rispetto dell’altro; non abbiate paura di fare scelte che possono apparire difficili e seguite le vostre attitudini e interessi, ancor prima di pensare a qualsiasi ritorno economico.

Sembra scontato riproporre una massima che avrete sentito più volte nel corso della vostra carriera scolastica ma ricordate di studiare prima di tutto per voi stessi. Chi conosce e sa fare, difficilmente si troverà male nella vita. Aggiornatevi sempre, non cadete nella trappola mentale e a volte culturale di coloro che dicono “è ormai troppo tardi per studiare“. Non c’è limite di età, nè limite fisico. Non ci sono barriere al progredire della conoscenza.

Nel farvi i complimenti per il significativo traguardo di studi superato, vi saluto con un ulteriore massima, quella di Martin Luther King “Cercate ardentemente di scoprire a che cosa siete chiamati a fare, e poi mettetevi a farlo appassionatamente. Siate comunque sempre il meglio di qualsiasi cosa siate“.

Ancora buon Natale e un caro saluto a voi e alle vostre rispettive famiglie.

23
dic 2016
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22/12/16 Discorso di fine anno per il CSR

COMUNE DI TARQUINIA


22 Dicembre 2016
Discorso di fine anno CSR
del presidente del Centro socioriabilitativo Capotorti, Marco Gentili.


Carissimi tutti, buongiorno.

Saluto con affetto ognuno di voi. Mi fa sempre molto piacere vedere quanto questo luogo sia vissuto. Basta entrarvi oggi per rendersi conto del calore umano e dell’entusiasmo che lo circonda e lo contraddistingue. Quando si cresce e si diventa adulti resta sempre un momento in cui è impossibile restare indifferenti di fronte all’atmosfera natalizia, e viverla qui con voi oggi è ancora più piacevole.

Come ogni anno, l’incontro odierno oltre ad essere un momento dedicato allo scambio degli auguri natalizi, rappresenta un resoconto importante per ripercorrere insieme il cammino fatto durante l’anno. Quest’anno però non voglio limitarmi ad elogiare, a merito naturalmente, quanto realizzato da tutti gli utenti e il prezioso lavoro di tutti gli operatori.

Voglio invece porre l’attenzione sul valore del potenziale umano e su quanto sia necessaria la sua massima valorizzazione. Con ciò voglio dire che un luogo come il Centro socio-riabilitativo, che si ramifica su un vasto territorio dove rientrano diversi Comuni della Tuscia, deve sempre puntare in alto, al massimo delle potenzialità della persona, al fine di favorirne l’accrescimento delle abilità e l’inclusione sociale.

Non ho molto tempo, specie nell’ultimo periodo, per passare a trovarvi, ma vi assicuro che il mio tempo è speso al fine di tutelare anche gli interessi di tutti voi, utenti e famiglie.

Il sodalizio che da tempo immemore lega questo gruppo con le istituzioni locali mi rende sempre molto orgoglioso e onestamente fiducioso nel futuro. E’ palpabile quanto il lavoro laboratoriale che qui si svolge dia esiti sempre proficui e quanto lavoro gestionale e socio-educativo-riabilitativo ci sia a monte.

Siamo come il nostro caldo sole, non scendiamo mai dietro i monti, ma ci tuffiamo in mare!

E allora, tuffiamoci nel 2017 con tanto ardore, vèrve, ed entusiasmo, mantenendo sempre alto il valore aggiunto che contraddistingue le nostre iniziative.

Concludo dicendo che questo sarà l’ultimo anno della mia presidenza e, a prescindere da cosa mi riserverà il futuro, voglio semplicemente ringraziare tutti: utenti, famiglie, operatori, servizi Asl e comunali, per il grande lavoro svolto e per la passione che ognuno di voi mette al fine di rendere questi spazi dei luoghi sempre più creativi, inclusivi e di crescita personale e sociale.

Alla gratitudine è giusto che io aggiunga l’invito a rinnovare ogni anno un impegno che può solo fare del bene.

Questo è il mio augurio per noi tutti. Buone feste!

Il vostro Presidente,

Marco Gentili

22
dic 2016
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28/07/16 Discorso per la proposta di Codice Etico

COMUNE DI TARQUINIA


28 luglio 2016
Discorso per la proposta di Codice Etico
del Consigliere comunale PD, Marco Gentili.


Illustrissimo Signor Sindaco,

Egregi Consiglieri,

Gentilissimo pubblico,

Partecipo sempre volentieri alle sedute consiliari, ed eccetto qualche astensione, presenzio sempre con spirito di partito e a maggior ragione partecipo a questa seduta.

Il bisogno di rinnovamento degli scenari politici attuali mi induce ad impegnarmi in questa ulteriore digressione politica di trasparenza con cui posso e possiamo (tutti ed al di fuori di ogni appartenenza partitica) testimoniare il fatto che la “res publica” può essere gestita in maniera differente, senza trucchi e sotterfugi di ogni sorta.

C’è una morale che ancor prima che sulla carta dovrebbe essere iscritta nella volontà delle persone che aspirano a gestirla; in “Etica e Politica” Norberto Bobbio parla proprio di una morale in rapporto alla politica e in relazione a questa dice che “ci si riferisce alla morale sociale e non a quella individuale, alla morale cioè che riguarda azioni di un individuo che interferiscono con la sfera di attività di altri individui e non a quella che riguarda azioni relative, per esempio al perfezionamento della propria personalità, indipendentemente dalle conseguenze che il perseguimento di questo ideale di perfezione possa avere per gli altri“. Ciò per dire che rispetto alla questione della morale in politica, quelli a doverci interessare dovrebbero essere esclusivamente i doveri verso gli altri.

Premesso questo, ribadiamolo ancora, né il PTPC né gli allegati (tra cui il codice di comportamento integrativo approvato con Deliberazione di Giunta comunale 251 del 23.12.2013) contengono normativa di regolamentazione etica di consiglieri e/o assessori. Il Codice Etico da me elaborato non duplica pertanto alcunché, semmai colma un vuoto.

Sono, altresì, perfettamente d’accordo che il garantismo debba valere nelle aule dei tribunali, nelle quali ciascuno di noi è non colpevole fino al terzo grado di giudizio e si viene condannati solo se ci sono prove fuori ogni ragionevole dubbio. Poi è indubbio che ogni vicenda fa storia a sé perché noi se vediamo o veniamo a conoscenza di un esponente del nostro partito, che accetta voti di scambio o che è evidentemente coinvolto in un conflitto di interessi, primo non ci pensiamo due volte a denunciarlo, secondo cercheremo di starne il più lontano possibile.

Io mi attengo alla Costituzione e in particolare all’art. 54 secondo il quale «Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge».

Il Codice Etico (con specifiche e, oggi più di ieri, motivate), rappresenterebbe un esempio, già convalidato in altri Comuni italiani, di alto valore civile e simbolico. Dietro a questa proposta c’è il credo in una politica “competente”, capace cioè di rigore intellettuale e al tempo stesso consapevole dei bisogni territoriali. L’esistenza di un Codice Etico guiderebbe anche un reclutamento degli amministratori più adeguato ai bisogni reali della politica e conseguentemente renderebbe i partiti meno asfittici e lontani dal loro retroterra sociale.

Questa che porto avanti vuole essere un punto fermo contro la politica personalizzata e clientelare. Non so quanti di voi condividano il testo oggi in discussione ma ritengo opportuno che ciascuno di voi faccia un’analisi interiore e rifletta sul valore di tale strumento.

Detto questo, per quanto possa valere, mi scuso con l’intera minoranza per non essere riuscito a portare tale atto in commissione e su questo svolgere una disamina anche con loro.

Marco Gentili

27
lug 2016
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20/07/16 la Provincia

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21
lug 2016
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22/12/15 Discorso di fine anno per il CSR

COMUNE DI TARQUINIA


22 Dicembre 2015
Discorso di fine anno CSR
del presidente del Centro socioriabilitativo Capotorti, Marco Gentili.


Carissimi tutti, benvenuti e buonasera.

Saluto ciascuno di voi e vi ringrazio per essere presenti.

Questo appuntamento, oltre ad essere l’occasione per lo scambio degli auguri natalizi, rappresenta un momento importante per ripercorrere insieme il cammino che è stato fatto durante l’anno che stiamo per salutare, con la collaborazione attiva di tutti: referenti, operatori, istituzioni ed utenti.

Questo posto mi sta particolarmente a cuore perché è vissuto pienamente da tutti coloro che lavorano e contribuiscono a mantenere viva l’inclusione sociale e la valorizzazione delle potenzialità umane.

Personalmente non ho il tempo di venire spesso a trovarvi in questa sede, vi seguo però quotidianamente attraverso il vostro account Facebook e attraverso le numerose testimonianze degli operatori coinvolti. Tramite quest’ultime non si fatica a cogliere la ricchezza delle attività e il fermento che continua a contraddistinguere questo informale ma fecondo sodalizio.

In particolare tengo a sottolineare l’esito molto positivo dei laboratori che sono stati organizzati e svolti con competenza e grande concorso di idee dagli operatori predisposti in una chiave interdisciplinare arricchente per tutti i ragazzi del Centro, con armonia e rispettando specifiche esigenze. Mi sembra che in questo modo abbiano rappresentato un esempio bello e convincente dello stile che deve contraddistinguere le nostre iniziative.

Questo ci lascia ben sperare che anche nel 2016 tutto ciò prosegua e si arricchisca ancora di più, in maniera creativa e sempre più inclusiva.

Ciò è stato e non sarà possibile senza l’impegno di tutti. Alla gratitudine è giusto che io aggiunga un invito a replicare ogni anno un impegno che fa bene e ci fa bene.

Questo è il mio augurio e il mio pensiero. Buone feste!

Il vostro Presidente Marco Gentili

21
dic 2015
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05/12/15 Discorso per i premi allo studio

COMUNE DI TARQUINIA


5 dicembre 2015
Discorso per i premi allo studio
del Consigliere comunale, Marco Gentili.


Partecipo sempre con molto trasporto ad eventi di valorizzazione delle eccellenze.
Per questo ringrazio l’Assessore Celli per l’invito ricevuto ed accolto più che volentieri. Non voglio parlare più di tanto. Per questo mi complimento con voi solo per l’impegno dimostrato e per il valore aggiunto che apporterete, chi più e chi meno, alla nostra cittadina. Inoltre ci tengo a trasferire un rapido consiglio: scegliete di seguire ciò che vi entusiasma e fate in modo di superare i vostri traguardi.

Ve lo dico per esperienza personale. Non importa come deciderete di affermarvi ma abbiate la volontà di farlo e di cogliere al volo le opportunità, senza lasciar sfuggire ogni singola occasione che la vita vi riserverà per accrescere quelle conoscenze e quelle capacità insite in voi! Non smettete mai di acculturarvi e di porvi interrogativi. Ponetevi domande, mettetevi in discussione ma non perdete il coraggio!

Dimostrate la vostra esistenza. Se vorrete conoscere il suo senso, dovrete aprire un libro qualsiasi: là in fondo, nell’angolo più appartato del capitolo, c’è una frase per ogni giorno scritta appositamente per voi! Ricordate: l’esistenza è sempre un evento a somma zero.

Tutto ciò che esiste nell’universo è frutto del caso e della necessità. Quindi, fate sì che voi siate una piccola parte della necessità del mondo.

Che abbiate la forza di proseguire l’opera di ricerca, di studio e di apertura al mondo che fortifica e valorizza ciascuno degli esseri umani!

Concludo invitandovi a rivolgere un applauso più che a me, a tutti quei giovani, come la nostra connazionale Valeria Solesin, che avevano intrapreso la strada dello studio e della conoscenza, purtroppo stroncata dall’ignoranza, verso uno specifico ambito e che vivranno – come esempio – nel ricordo di tutti noi.

Grazie per l’attenzione
Marco Gentili

05
dic 2015
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14/10/15 Intervento Oktoberleft

Sala Gatti, Via del Macel Gattesco n. 9, Viterbo (Italy)


14 Ottobre ore 18.00
Discorso laboratorio Democrazia
del Consigliere comunale di Tarquinia, Marco Gentili.


Cari e care,

quando mi hanno proposto di elaborare un discorso nell’ambito del laboratorio di Democrazia ho avuto un momento di disorientamento, dovuto, da un lato, alla complessità che si cela dietro la parola democrazia, dall’altro dai mutamenti di sistema dell’attuale classe politica italiana dirigente.

Il sostantivo democrazia è in effetti una delle parole più inflazionate che costella i dibattiti politici a livello europeo chiamando in causa la sovranità del popolo, quella forma di potere esercitata, direttamente o indirettamente, dall’insieme dei cittadini che ricorrono ad una votazione. Oggi più che mai ci si domanda quanta incisività politica appartiene ancora al popolo e, per dirla con Luciano Canfora, se effettivamente la democrazia ha mai indossato le vesti che gli abbiamo cucito.

Strano che da parte mia, appassionato di politica fin da giovanissimo e cultore della parola democrazia etimologicamente significante governo del popolo, venga fuori un discorso macchiato di pessimismo ma la sperimentazione quotidiana della politica, principalmente a livello locale, mi ha reso consapevole del fatto che la versione democratica contemporanea fa molta fatica ad esplicarsi. Soprattutto “in questi nostri tempi” di moltiplicazione e allo stesso tempo frammentazione delle sedi di potere, a tutti i livelli. Ma prima di giudicare l’esito del processo di democratizzazione attuale vorrei ribadire a me stesso e a voi presenti che cosa è tecnicamente una democrazia.

Una democrazia è tecnicamente un sistema di governo in cui tutti i cittadini hanno il diritto di votare per determinare una serie di decisioni che struttureranno la vita della collettività. Dal momento però che “il sentire” di questa collettività non è mai omogeneo e lineare e che il potere governativo per sua natura rappresenta solo una parte di quella collettività (in democrazia quella maggioritaria) è necessario dotare il sistema di una serie di garanzie e libertà: controlli e limiti sui poteri di chi governa, libertà di parola e associazione, tutela delle minoranze e delle loro scelte. Tutto ciò è incarnato, chiaramente in maniera articolata, nella nostra Costituzione che dovrebbe essere il fondamento di ogni democrazia.

In ambito democratico, i poteri opposti al massimo si alternano, ovvero l’uno lascia il posto all’altro ma non dovrebbero attrarsi come avviene per legge fisica tra ioni positivi e ioni negativi. Invece oggi assistiamo palesemente ad una commistione di poteri e ideologie tra loro non più distinguibili che alterano il senso della dialettica democratica, appunto. Dal tunnel dei neutrini siamo passati al ponte di ioni sullo Stretto di Messina. Solo che gli ioni, con o senza suffisso, esistono in Parlamento come dal fornaio, quello sotto casa.

E’ dunque arduo parlare di Democrazia se, come ha scritto Pippo, “l’obiettivo (…) è negare le alternative e quindi l’alternanza, riducendola a uno schema secondo cui da una parte c’è il sistema, dall’altro quelli che si sentono da esso esclusi. (…) Ci si muove su singoli temi, senza predisporre un progetto di società orientato ad un obiettivo preciso. Si sceglie di volta in volta su cosa puntare. Senza dare parametri di riferimento, perché il riferimento stesso impegna e costringe, mentre il trasformismo, per sua natura, è svincolato da ogni concreta opzione programmatica e finalizzato soltanto a una generica esigenza di stabilità.

Le stesse sedi istituzionali parlamentari hanno subito processi di svilimento e depauperamento; contraccolpi che feriscono la democrazia e la abbassano a forme, nemmeno di discussione, direi di litigio, prima impensabili. Oggi abbiamo imparato a fare politica nell’emergenza, con un dispendio di tempo, risorse e parole inaudito.

La responsabilità politica verso le generazioni future è un concetto che, temo, necessiterà di essere ricostruito tutto da capo insieme alla fiducia elettorale. Responsabilità politica a lungo termine e fiducia elettorale sono i due grandi nervi della Democrazia che vanno di nuovo stimolati.

La gravità dello stato paludoso in cui si è impantanata la Democrazia sta nel fatto che il sistema politico che l’attuale governo vuole riformare non prevede più un insieme di poteri reciprocamente controllati, bensì prefigura l’idea di un solo partito che facilmente “avrà la meglio”, attraverso una legge elettorale che è stata costruita appositamente per non creare intralci a chi governa.

Come salvare allora in parte il processo di selezione, democratico e partecipato, della classe dirigente?

Nonostante Pippo abbia preso le distanze da “certa sinistra” e da alcuni strumenti partecipativi che l’hanno caratterizzata recentemente, credo che potremmo salvare il processo di selezione democratica valorizzando le elezioni primarie che, così concepite, sono nate come sistema locale negli Stati Uniti, all’interno dei movimenti progressisti alla fine del 1800. Ne esistono di diverse tipologie e nel tempo si sono svolte in Europa e in molte altre parti del mondo.

In Italia, le elezioni primarie sono state promosse, in particolare da Romano Prodi in occasione dell’elezione primaria nazionale  svoltasi il 16 ottobre del 2005, quando l’Unione (nata dalla coalizione dei partiti del centro-sinistra italiano) ha proposto agli elettori di scegliere il candidato alla Presidenza del Consiglio per le elezioni politiche del 2006. Ma negli ultimi anni qualche esperienza pionieristica di regolamentazione delle elezioni primarie vi è stata? E soprattutto: queste primarie funzionano?

Personalmente sono sempre stato a favore di questo strumento partecipativo eppure, negli ultimi anni, tra brogli ai seggi e Vincenzo De Luca ora Presidente della Regione Campania, credo fermamente che una regolamentazione a queste primarie vada data. Per tutti e per ciascun partito di coalizione. Sul piano del rispetto delle regole del gioco ci siamo molto indeboliti e con la scusa, perché tale è diventata, di essere uno Stato garantista abbiamo intaccato l’imparzialità degli arbitri, reso corruttibili i giocatori delle squadre e reso il pubblico ignaro di tutto. E forse Renzi teme proprio per questo di perdere le primarie e così le rinnega.

Non è un caso che in fuorigioco, ma non in senso pratico, troviamo Denis Verdini, che seppur collezionando a quanto pare cinque rinvii a giudizio, ha scritto l’Italicum e la controriforma del Senato per conto di Berlusconi ai tempi del Nazareno, con la ministra Boschi che agiva per conto di Renzi.

Se Verdini (ora) stona anche Modugno, pure il frac diventa abbigliamento di scarso valore. E allo stesso tempo i senatori D’Anna e Barani ballano la lap dance in coppia, a luci spente.

Arrivo così, un po’ stanco, al commento di fine partita e sforzandomi di riempirmi di buoni propositi faccio appello al diritto che più di tutti connota di democraticità uno Stato: quello alla conoscenza. Condivido totalmente il principio secondo cui uno Stato non è democratico e “di diritto” se la conoscenza appartiene solo ad uno, a pochi, magari a molti ma non a tutti.

La consapevolezza dei cittadini è la nostra ultima speranza e con “Possibile” il barlume si è aperto. Anche se non si è riusciti a raggiungere il quorum referendario sugli otto quesiti e sui quattro temi, abbiamo però riacceso l’interesse dei cittadini alla vita politica, nei più comuni luoghi pubblici dove la gente vive ogni giorno, troppo staccati, ahimè, dalla vita di palazzo.

Decidete voi come riaccendere il fuoco. O a percussione, battendo insieme un minerale con una pietra molto dura, o attraverso la frizione di legnetti, strofinati allo stesso tempo in vari modi.

Voglio un’Italia diversa. La voglio Democratica.

Grazie ancora per l’opportunità offerta,
Marco Gentili

15
ott 2015
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28/08/15 Discorso inaugurazione “A TU PER TU CON LE EMOZIONI”

COMUNE DI TARQUINIA


28 Agosto ore 18.00
Discorso inaugurazione “A TU PER TU CON LE EMOZIONI”
del presidente del Centro socioriabilitativo Capotorti, Marco Gentili.


Cari e care,

in primo luogo un saluto a tutte le autorità convenute oggi, alle famiglie e ai giovani artisti. È per me un grande piacere prendere parte per il terzo e ultimo anno al progetto artistico “Sfumature di emozioni” di così alto valore educativo ed aggregativo. È sempre motivo di orgoglio avere l’opportunità di constatare e apprezzare, tutti insieme, i frutti di un percorso, di un’attività progettata e realizzata al fine di dare la possibilità ai giovani con limitazioni psico-fisiche di esprimersi mediante forme alternative di comunicazione: in questo caso il linguaggio pittorico.

Non sempre ottimi risultati si ottengono con l’utilizzo di risorse ingenti, è sufficiente in alcuni casi la passione e la collaborazione di un gruppo ben costruito e pieno di energie per ottenere percorsi stimolanti e di crescita individuale e collettiva.

Sono felice che la mia passione per l’arte abbia avuto modo di esprimersi attraverso il lavoro di nove giovani fruitori del Centro socio-riabilitativo “Luigi Capotorti”. Non nego la mia soddisfazione per essere stato il promotore di questo progetto, la cui realizzazione ha poi avuto uno sviluppo triennale grazie al coinvolgimento attivo e costruttivo di operatori in gamba sia della Cooperativa sociale Alice sia dell’Associazione artistico-culturale La Lestra.

Oltre ad aver acquisito notevoli abilità artistiche, i componenti del gruppo che nei tre anni si sono susseguiti e che meritano di essere qui citati uno ad uno: Bianchi Catia, Casciani Erina, China Cristiano, Creo Ugo, Lucci Franco, Masci Anna, Paolacci Maurizio, Paolucci Daniela, Proietti Mauro, hanno avuto l’opportunità di ricercare ed esprimere le loro personali emozioni e sensazioni attraverso l’arte, in un crescendo di produzioni artistiche sempre pensate per conferire espressività ai quadri proposti.

La mostra presentata oggi altro non è che un vero e proprio viaggio creativo che, in un crescendo di abilità ed emozioni, si conclude con la consapevolezza, per tutti i partecipanti, di aver compiuto un cammino fatto di ricerca-attiva, sperimentazione e condivisione, dove l’arte fa da stimolo e veicolo al fine di far emergere vissuti, emozioni, spirito creativo e cooperativo. I visitatori potranno vedere con i loro occhi quanto tale cammino sia evidente nei quadri esposti e come questo si espliciti con chiarezza mediante l’esposizione conclusiva di un murales, dove ogni elemento del gruppo si è messo a disposizione dello stesso con particolare piacere ed ironia, producendo un lavoro innovativo e al tempo stesso antico e tradizionale.

Favorire la creatività in un’ottica di potenziamento della persona è quanto di più “nobile” potevamo fare. Credo che questo mio pensiero sia ancora una volta anche il vostro.

Mi auguro che ogni partecipante abbia avuto modo, con questa esperienza educativo-emozionale, di incrementare la propria conoscenza di sé, rafforzare la personale autostima e sicurezza verso il mondo. Questo perché sono certo che il valore del percorso fatto sia molto importante, a prescindere dal prodotto finale. È il “costruire” che rende bello il viaggio e il finale.

È proprio il caso di dire che attraverso questo percorso siete tutti riusciti a conoscere le diverse sfumature del vostro essere, così come nelle intenzioni esplicitate nel titolo del laboratorio, che quest’anno ha voluto essere un contenitore di raccolta di tutti gli anni precedenti, intitolandosi “A tu per tu con le emozioni“.

Concludo questo mio intervento ringraziando nuovamente tutti i ragazzi, le loro famiglie che con dedizione partecipano alle proposte che il Csr offre loro, il Presidente Gianpaolo Micozzi, successore del caro Luigi Gentili e gli artisti dell’associazione culturale La Lestra Americo Blasi e Teresa Moriconi che hanno collaborato sempre con grande stimolo, gli operatori della cooperativa Alice, Claudia Astolfi e Francesca Mauri sempre attenti e competenti nelle loro funzioni, i servizi comunali, ed in particolare Graziella Pancianeschi, il distretto ASL VT2 del disabile adulto, nella persona di Daniela Venturi, Fabiola Cenci e il nuovo direttore del Distretto Maria Assunta Silvestri  alla quale faccio il mio in bocca al lupo.

Per finire sostengo il mio piacere a vedere esposto il murales tra le antiche mura della sala consiliare del Comune di Tarquinia. Posto d’onore e di prestigio per un lavoro così ben fatto e di valore. Mi auguro che la mia volontà sia accolta con piacere dalle autorità locali.

Grazie a tutti per l’attenzione dal vostro Presidente del Centro socio-riabilitativo “Luigi Capotorti”.

   Marco Gentili

29
ago 2015
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21/08/15 Dichiarazione di voto

COMUNE DI TARQUINIA


21 Agosto 2015
Dichiarazione di voto
del Consigliere comunale PD, Marco Gentili.


Illustrissimo Signor Sindaco,

Egregi Consiglieri,

Gentilissimo pubblico,

chiedo scusa ma credo mi sia dovuta una dichiarazione di voto.

La presente dichiarazione di voto è per me atto dovuto, affinché siano chiare le ragioni del mio pensare.

Nel Consiglio del 29 luglio ho posto domande legittime e nessuno ha risposto, eccetto le recenti comunicazioni intercorse e non ancora concluse con Antonella Bernabei, la quale mi ha gentilmente fornito specifiche circa il testo del regolamento attuativo per il Testamento Biologico trasmesso lunedì 13/07/2015 e ancora non attuato per mancanza di personale lavorativo attualmente in ferie. A settembre vedremo se davvero daremo seguito ad azioni assunte in Consiglio il 19/03/15. Così come vedremo, sempre a settembre, in quale modalità si porti in Commissione Capigruppo la proposta di Codice Etico presentata e, altresì, si porti in Consiglio la proposta (ulteriore) di valorizzazione della progettazione nazionale ed europea come canale per fornire ulteriori risorse finanziarie all’amministrazione della nostra città.

Ciò detto, fa piacere che alla questione tassa di soggiorno sia stata data rilevanza uscendo sul Corriere di Viterbo. E pensare che  alcuni hanno sindacato quella proposta, nei giorni e nelle riunioni successive, come se avessi detto eresie medioevali. La tassa di soggiorno è prevista in tutte le più rinomate località turistiche, il suo scopo non è certo quello di ostacolare le attività di imprese turistiche, di ristorazione ma, al contrario, sgravare i cittadini da altre imposte che pesano sulla collettività locale. Nessuno propone tasse ulteriori ma rivendica un “mantra” che ci portiamo dietro da troppo tempo nella maggioranza: ridurre la pressione fiscale.

La frammentazione dei gruppi consiliari, la nascita anche nella maggioranza di nuove entità, figlie per lo più di dinamiche viterbesi, impone a noi tutti uno sforzo ulteriore di trasparenza e chiarezza. I nuovi gruppi tendono diversificarsi a scaricare sugli altri le scelte fatte e delle quali beneficiano con nutrite presenze nella giunta esecutiva. Non vogliono le tasse, ma spendono quei soldi che dal gettito fiscale arrivano in comune: questo non è giusto. Non vorrei che questo modus operandi dove si sta in maggioranza, ma si è diversi venga applicato anche alle battaglie sociali di cui sono da sempre portavoce e che voi tutti avete da sempre sostenuto: non si usino questi argomenti per trattare vantaggi politici. Non permetterò che si giochi sul destino della gente partendo da posizioni ideologiche e di tattica politica. Io non faccio politica per una carica in più, per un posto di lavoro, per tutelare amici e parenti, lascio questo stile a venerabili viterbesi dei quali ho poca stima, nella speranza che i loro stili di comportamento non siano già entrati nella nostra Tarquinia.

Sui giornali tanto rumore per nulla. Chi vuole tagliare le tasse ci spieghi come. Non bastano i proclami. La tassa di soggiorno è uno strumento che non grava sui tarquiniesi, la mia era ed è una proposta seria, chi la vuole strumentalizzare sbaglia.

Nel luglio 2013 ho redatto anche il testo di delibera del PEBA (Piano di Eliminazione Barriere architettoniche) sempre su ulteriore commissione stavolta dell’Ufficio Lavori Pubblici, troppo carico di lavoro per occuparsene in modo adeguato. Si trattava di una delibera ad hoc da presentare sempre in Giunta e, senza darmi specifiche ed univoche spiegazioni, la sua adozione non è mai stata attuata. Scrivessero anche questo i giornali domani! Oltre al fatto che a settembre 2014 anche il Presidente dell’Anci Piero Fassino ha formalmente chiesto a tutti i comuni italiani di impegnarsi nell’adozione dei PEBA. Spiegatemi cosa ostacola tale adozione: mi rivolgo al Segretario Generale. Perché la volontà politica mi sembrava inequivocabile.

Dal momento che, per motivi magari legittimi ma che io ignoro, l’assessorato all’Urbanistica, capitanato dal Vice-Sindaco, non ci ha fatto più sapere nulla sull’evoluzione del nuovo Piano Regolatore, oltre ad avere degli aggiornamenti sui suoi sviluppi, vorrei altresì sapere se all’interno del testo di Regolamento Attuativo si cita il termine PEBA. Se così non fosse, condivido con voi, già da oggi, la volontà di fare in modo che il termine, a questo punto anche per vie legali, sia inserito appositamente nel suddetto Regolamento, affinché tale progettualità diventi automaticamente fattibile. Se invece il termine fosse già presente nel testo, non vedo ostacoli concreti alla realizzazione di un pezzo di carta che dica “Tarquinia con 50.000 euro rimanenti, da ottobre, predisporrà la strategia di spesa e termina le operazioni di abbattimento delle barriere architettoniche e diviene un esempio per altri Comuni“. Chiedo dunque, gentilmente, di poter visionare il testo del Regolamento Attuativo.

Credo di meritare delle risposte, non importa come esse siano, l’importante è che siano messe anch’esse a verbale. Affinché il Bilancio passi in maniera limpida. Non ho mai fatto ricatti (anche perché questo non è nel mio stile) ed ho sempre agito lealmente, ma credo sia giusto che la mia voce venga ascoltata e dalle promesse si passi all’attuazione del programma che abbiamo condiviso insieme.

Detto tutto questo la presente dichiarazione risulta favorevole!

Quest’ultime sono parole non mie, ma di Fabrizio De Andrè. Ho terminato.
Grazie per la cortese attenzione,
Marco Gentili

 

21
ago 2015
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